
New York, 6 nov. (Apcom) - "Credetemi, so cosa significa essere ignorato e dimenticato e voi non lo sarete mai, finché io sarò alla Casa Bianca". Barack Obama tende la mano in segno di pace agli indiani d'America, invitati a Washington per la prima Conferenza delle Nazioni Tribali, che il presidente definisce "la più grande riunione di capi indiani della storia americana".
Così il primo presidente afroamericano, si rivolge alla "Nazione", come le tribù indiane statunitensi si autodefiniscono. E Obama, che ha promesso di riesumare i principi dei padri fondatori, parla di sé e della sua storia promettendo un "impegno forte" per guarire la relazione tra Washington e i nativi americani. Se non è un calumet della pace poco ci manca, il presidente ha richiamato alla Casa Bianca i rappresentanti di 564 tribù, tutte quelle legalmente riconosciute, a cui ha detto: "sono con voi, so cosa significhi essere un ousider, non sarete la parte dimenticata del sogno americano". Più volte nell'ultimo anno il presidente ha ricordato la povertà che ancora si registra tra la popolazione delle tribù indigene e il basso tasso di educazione scolastica dei loro ragazzi. "So che siete scettici", ha detto Obama ricordando che la sua amministrazione ha però già compiuto dei passi concreti per mettere fine alla discriminazione. Nel giugno scorso infatti la Casa Bianca ha nominato Kimberly Teehee come consulente dello Studio Ovale per le politiche dei nativi americani. Obama definisce gli indiani come "una delle comunità più colpite dalla crisi". Le tribù dell'Alaska lo hanno poi invitato a visitare "l'ultima frontiera" in caso volesse "staccare la spina da tutto". Al presidente poi scappa una gaffe: dà per scontata la rielezione nel 2012 promettendo di continuare a lavorare "per i prossimi otto anni". "Non fatemi anticipare i tempi", ha poi scherzato Obama, "per i prossimi tre anni e un mese che sarò in carica metteremo le basi per una nuova relazione". Secondo i dati del 2003, ci sono negli Usa circa 2 milioni e 800mila indiani americani. Circa un terzo vive fra California, Azirona e Oklahoma. Le tribù più popolose sono Navajo, Cherokee, Choctaw, Sioux, Chippewa, Apache, Blackfeet, Iroquois e Pueblo. Oggi come oggi, 8 indiani su 10 sono in realtà di sangue misto. La storia degli indiani massacrati dai pionieri anglosassoni nella loro corsa verso l'ovest (una epopea raccontata dai "western" dalla parte dei bianchi) è una delle pagine buie dell'Ottocento. Nel 1975 una legge riconobbe per la prima volta il diritto delle tribù all'autodeterminazione. Le 564 tribù riconosciute a livello federale hanno un governo tribale, possono legiferare per la loro comunità, imporre tasse ed escludere alcune persone dai loro territori.
(fonte:www.apcom.net)
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venerdì 6 novembre 2009
Obama agli indiani: Non sarete esclusi dal sogno americano
martedì 3 novembre 2009
Ciao Alda ( Video e poesie)

Lettere
Rivedo le tue lettere d’amore
Illuminata adesso da un distacco
Senza quasi rancore
L’illusione era forte a sostenerci
Ci reggevamo entrambi negli abbracci
Pregando che durassero gli intenti.
Ci promettevamo il sempre degli amanti
Certi nei nostri spiriti […]
E hai potuto lasciarmi
E hai potuto intuire un’altra luce
Che seguitasse dopo le mie spalle
Mi hai suscitato dalle scarse origini
Con richiami di musica divina
Mi hai resa divergenza di dolore
Spazio per la tua vita di ricerca
Per abitarmi il tempo di un errore
E m’hai lasciato solo le tue lettere
Onde io ribevessi la mia assenza
(sospiro)
Vorrei un figlio da te
Che sia una spada lucente
Come un grido d’alta grazia
Che sia pietra
Che sia novello Adamo
Lievito del mio sangue
E che risolva più dolcemente
Questa nostra sete
Ah se t’amo!
Lo grido ad ogni vento
Già mando fiori da ogni stanco ramo
E fiorita son tutta
E di ogni vena vo scerpando il mio lutto
Perché genesi sei della mia carne
Ma il mio cuore è trafitto dall’amore
Ha desiderio di mondarsi in vivo
E perciò dammi un figlio delicato
Un bellissimo vergine viticcio
Da allacciare al mio tronco
E tu possente padre
Tu olmo ricco d’ogni forza antica
Metterai dolci ombre alle mie luci.
Se avess'io
Se avess'io levità di una fanciulla
invece di codesto ,torturato,
pesantissimo cuore e conoscessi
la purezza delle acque come fossi
entro raccolta in miti-sacrifici,
spoglierei questa insipida memoria
per immergermi in te, fatto mio uomo.
Io ti debbo i racconti piu fruttuosi
della mia terra che non dà mai spiga.
e ti debbo parole come l'ape
deve miele al suo fiore.Perchè t'amo
caro,da sempre, prima dell'inferno
prima del paradiso,prima ancora
che io fossi buttata nell'argilla
del mio pavido corpo. Amore mio
quanto pesante è adducerti il mio carro
che io guido nel giorno dell'arsura
alle tue mille bocche di ristoro !
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sabato 31 ottobre 2009
Amore e prendersi cura

"L'amore non è quello che senti,
ma è una decisione della mente di prendersi cura di qualcuno o di qualcosa.
Non ha importanza quello che tu provi nel cuore.
Quello che è importante è ciò che decidi.
Tu non puoi innamorarti e disinnamorarti; tu devi prenderti cura.
Se non mi credi, osserva il Creatore,
osserva la Madre Terra che vi continua a dare nonostante ciò che gli fate.
Non confondere l'amore con la passione e il desiderio.
Questo è il tempo di prendersi cura."
Robert John Knapp (Tribù Seneca)
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domenica 4 ottobre 2009

Cosa serve vivere ancora un giorno oppure un ora se non posso sentire l'odore della tua pelle il profumo delle stelle insieme ad osservare mano nella mano dalla finestra della nostra vita così lieve e breve che basta un attimo ed è già finita.
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martedì 7 luglio 2009
Madre Terra 2009
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(nella Foto: Kendall Old Elk-Hapsalooka Crow)
Qualcuno potrebbe pensare che una volta vista la manifestazione, le altre sono tutte uguali, ed invece non è così. Questa del 2009 in maniera particolare!
Sabato mattina si è iniziato con la costruzione del teepee; si sono affrontate due squadre: quella maschile e quella femminile. Dovete sapere che il teepee era di proprietà delle donne native e che se volevano divorziare dal marito, aspettavano che lui non ci fosse e gli mettevano le sue cose fuori. Al ritorno il malcapitato, capiva di essere cacciato fuori di casa.
Una donna da sola poteva costruire e disfare un teepee in pochi minuti! Ma le cose al giorno d'oggi sono cambiate e a vincere la gara sono sti gli uomini! Hihihihi Vah forse vi andrà meglio il prossimo anno!
A seguire una conferenza interessantissima con Gilbert Douville (Lakota) e Ivano Cirevegna sulla storia e la costruzione di archi e frecce. (su questo argomento posterò presto un articolo specifico.
Poi una prima esibizione del gruppo Buffalo Spirits.
Alle 19 ci siamo spostati in cima alla collina per la preghiera alla Madre Terra, condotta da Gilbert Douville. Non ho mai visto tanta gente!
Dopo cena, c'è stato lo spettacolo Cinque secoli di falsità. Racconto storico a cura della compagnia Genova spettacoli. Veramente interessante e toccante.
E alla notte....tutti intorno al fuoco!!
La mattinata di Domenica e iniziata subito alla grande con Eraldo Minetti (commissario polizia provinciale Genova) che con l'ausilio di un video proiettore ha presentato "La poiana e i narcisi: flora, fauna e tradizioni sull'Antola" è intervenuto Gilbert per approfondimenti spirituali.
Subito dopo, presentazione dei Buffalo spirits.
Dopo la pausa pranzo conferenza di Ted Warren Marshall White Bull: vivere a Standing Rock.
è seguita una presentazione di libri.
Dalle 17 a seguire spettacoli danzanti conclusa con la Danza rotonda dell'amicizia.
Una manifestazione veramente riuscita che ha visto talmente tanta gente che si sono dovuto formare due cerchi per fare la danza rotonda!
Un enorme grazie e tutti gli organizzatori, ad Hunkapi, all'ente parco, al ristorante casa del romano e naturalmente ai nativi e a Camilla. l'instancabile traduttrice!
Ci vediamo tutti il prossimo anno!!!!
Ps. Nella colonna di destra del blog c'è una raccolta di foto sui nativi e manifestazione sempre aggiornata.
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sabato 27 giugno 2009
Video: La vera felicità (Into the wild)

Come tutti i bei film, anche questo può essere giustamente interpretato. Un film non deve dare responsi, ma far riflettere, e questo lo fa sicuramente.
Into the Wild - Nelle terre selvagge è diretto da Sean Penn, basato sul romanzo di Jon Krakauer Nelle terre estreme, in cui viene raccontata la storia vera di Christopher McCandless,(nella foto)che subito dopo la laurea lascia sorella e genitori ed intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso Stati Uniti e Messico, fino alle terre sconfinate dell'Alaska.
Naturalmente molti di voi, saranno arrivati alle medesime conclusioni del protagonista del film, senza aver compiuto tutte le sue avventure e viaggi, ma vi posso assicurare che molti altri non capiranno un fico secco di tutto ciò.
Certi ideali di libertà sono dentro di noi, ma alle volte sono letteralmente sommersi da una montagna di stereotipi creati da una società sempre più malata.
La canzone che sentirete, con sottotitoli in italiano aggiunti da me, e di Eddie Vedder.Cantante e leader del gruppo rock Pearl Jam. Dico solo meravigliosa, sia come testi che come musica.
Buona visione ed ascolto.
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giovedì 18 giugno 2009
Programma. Festa della Madre Terra 2009

Sabato 4 e domenica 5 luglio 2009 - Località Casa del Romano - Fascia (GE)
PROGRAMMA DEFINITIVO
Sabato 4 luglio 2009
10,00 Apertura campo e stands
10,30 Costruzione Teepee e incontro con i Nativi: Gilbert Douville (Lakota Sicangu - Sioux Brulé) - Ted Warren Marshall White Bull (Lakota Hunkpapa - Sioux) - Kendall Old Elk (Apsaloka - Crow) - Kevin Dust (Apsaloka - Crow) - Julie Ray (Ojibwa) - Lisa Marie Lavallée (Ojibwa-Anishinabe)
13,00 Pausa pranzo
15,00 "Ita zipa wahin kpe kagapi" - Incontro con Gilbert Douville e Ivano Ciravegna, ricercatore sperimentale e costruttore di archi e frecce dei Nativi americani.
17,00 Esibizione del gruppo Buffalo Spirits
19,00 Gilbert Douville: preghiera della Madre Terra
20,00 Pausa cena
21,30 “Cinque secoli di inganni e falsità” - racconto storico a cura della compagnia Genova Spettacoli con Elisabetta Garbarino, Giunio Lavizzari Cuneo, Maria Luisa Pili, commento musicale a cura del gruppo Buffalo Spirits
23,00 Attorno al fuoco coi Nativi Americani
Domenica 5 luglio
10,30 "La Poiana e i Narcisi: Flora, Fauna e Tradizioni sull'Antola” - Incontro per i bambini di tutte le età con Eraldo Minetti (commissario Polizia Provinciale - Genova) e Gilbert Douville
11,00 Laboratorio coi Nativi
13,00 Pausa pranzo
15,00 Conferenza di Ted Warren Marshall White Bull: Vivere a Standing Rock - “In Indian Country”. Introduce Andrea Benso. Commento di Naila Clerici (Soconas Incomindios)
16,30 Presentazione dei libri: Un ligure contro Toro Seduto, di Umberto Torretta e Saai Maso - Racconti Yaqui di Fernando Eros Caro, a cura di U. Torretta e Patrizia Ribelli
17,00 Spettacolo danze tradizionali Nativo- Americane con il gruppo Buffalo Spirits
17,30 Danza dei Cerchi di Kevin Dust
18,30 Conclusione con la “Danza rotonda” ed estrazione premi sottoscrizione
Ingresso a offerta libera
Traduzione a cura di Camilla Novelli
Stand artigianato Nativi Americani - Libreria tematica
ATTENZIONE!!! Presso il rifugio casa del Romano i posti letto sono esauriti!
Altri hotels nelle vicinanze:
Fontanigorda (GE): Hotel Due Ponti 010-95812 (distanza 7 km)
Torriglia (GE): Hotel Posta 010 - 944050 (distanza 8,6 km)
Cabella Ligure (AL): Hotel Cornareto 0143 919509 (distanza 11 km)
Cabella Ligure (AL): Hotel alla Posta 0143-99012 (distanza 12,6 km)
(fonte:www.hunkapi.altervista.org)
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lunedì 1 giugno 2009
Video: Lettera del grande capo Capriolo Zoppo

Una lettera toccante di un grande capo, rivolta ad un grande conquistatore.
Leggetela attentamente, in modo da capire come dovrebbe essere il rapporto uomo-natura.
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venerdì 29 maggio 2009
Bolivia. Altri arrivarono e ci insegnarono il razzismo

di Gianni Tarquini
Intervista a Xavier Albò* sul modello di convivenza proposto dalla nuova Costituzione boliviana
LA PAZ - Quali sono gli elementi più interessanti della nuova Costituzione boliviana approvata nel 2008 e promulgata nel 2009?
I puntii chiave della nuova Costituzione sono inseriti già nel suo Preambolo. Sono qui contenute novità assolute, più di un elemento che farà da pilastro a tutta la costruzione successiva e uno stile inedito. Si inizia con un elogio alla natura, già questo giuridicamente innovativo e si prosegue con un elogio alla diversità (utilizzando, per questo passaggio, la dichiarazione dell'UNESCO del 2001): “Popolammo questa sacra Madre Terra con facce differenti, e comprendemmo già da allora la pluralità vigente di tutte le cose e la nostra diversità come esseri e culture”. E' qui chiaro l'intento di forgiare un paese nuovo capace di convivere con le tante diversità che possiede e dentro la diversità stessa. Si richiamano i soprusi subitile dalle popolazioni originarie: “ Non sapevamo cosa fosse il razzismo fino a quando lo soffrimmo dai funesti tempi della colonia”. Altri arrivarono e ci insegnarono il razzismo.
Importante è la formula dell'articolo 1: “Stato Unitario Sociale, di Diritto Plurinazionale Comunitario, libero, indipendente, sovrano, democratico, interculturale, decentralizzato e con autonomia”, che tenta di racchiudere i propositi sviluppati nei passaggi successivi.
Tra gli articoli risalta il 2 per la novità del riconoscimento della preesistenza di popolazioni che definisce “nazioni e popoli indigeni”. La sua articolazione a 5 assi - “Popoli, Nazione, Indigeni, Originari, Contadini” - riconosce l'evoluzione storica con cui le minoranze sono state definite nei diversi decenni di storia boliviana e introduce il concetto di plurinazionalità.
Qual'è stata l'evoluzione del concetto di plurinazionalità nel paese?
Evo Morales e il MAS (Movimiento Al Socialismo, partito al governo), durante la stesura della Carta lo avevano ben chiaro e supportavano le rivendicazioni degli indigeni; il problema è sorto in Assemblea costituente dove erano necessari i 2/3 dei voti per approvare i diversi articoli: il MAS non lo aveva e ciò ha permesso agli oppositori di bloccare le proposte non gradite, tra le quali quella della plurinazionalità, per molto tempo.
La Bolivia già dal 1978, dopo l'esplosione del movimento katarista di orgoglio indigeno, iniziò a utilizzare questo concetto senza metterlo in pratica; oggi un aspetto innovativo della nuova Carta è il suo carattere “fondativo” basato proprio sull'introduzione della plurinazionalità. Il carattere “fondativo” della Costituzione del 2009 è stato elemento di approfondito dibattito con chi la considerava invece “derivata” ma grazie all'art. 2 possiamo sciogliere ogni dubbio a favore della prima ipotesi dato che nelle precedenti leggi sempre e in ogni caso si prescindeva dalla maggioranza della popolazione. Si può parlare, per la prima volta, di un nuovo patto tra tutti gli abitanti della nostra nazione.
Com'è rappresentata la plurinazionalità nella composizione della società boliviana?
Nell'ultimo censimento, del 2001, le percentuale di popolazione che si riconosce indigena è la seguente: quechua 31%, aymara 25%, altri popoli originari 6,6%. Nel restante 38% abbiamo i meticci, gli afroboliviani e i bianchi. All'epoca dell'ultimo censo eravamo ancora in anni in cui l'aspetto psicologico e la perdita della lingua del proprio ceppo etnico portavano molti a non identificarsi con gruppi indigeni. Per comprendere meglio bisogna conoscere un po' di storia: dopo la guerra del Chaco e le conseguenze della crisi economica mondiale (negli anni '30) si provò un grande sentimento di frustrazione che portò a un tentativo di rifondazione del paese. Da ciò nacque la Costituzione del 1938 nella quale, per la prima volta, c'era il riconoscimento dei popoli indigeni. Il processo fu fugace e terminò con la morte del Presidente, il colonnello Busch Becerra, e la non applicazione della Costituzione. Seguirono anni di contrasto fino al 1952 quando, con il MNR - Movimiento Nacionalista Revolucionario - si passò a una fase di riforme radicali e si tentò la prima e pioneristica incorporazione dei popoli originari. Che ebbe, però, un difetto ideologico di base: il tentativo di trasformare gli indigeni in cittadini boliviani con la stessa storia di tutti gli altri, cancellando la loro identità. Il divenire cittadino a tutti gli effetti doveva passare per la negazione di una storia ritenuta, evidentemente, non coincidente con l'idea di nazione boliviana. Il MNR ha una storia e una base ideologica con tratti tipicamente sudamericani; simile al peronismo, all'APRA peruviana e alla rivoluzione messicana. Con tratti e politiche a volte molto vicini al marxismo e al sindacalismo e in altri casi molto orientati verso una forma nazionalistica accentuata che arriva al corporativismo e a tinte fascistoidi.
Quali sono altri punti 'forti' della nuova Carta?
Oltre all'aspetto fondativo contiene importanti capitoli, come quello dei Diritti e Garanzie, ben sviluppato soprattutto quando enuncia i diritti collettivi che contemplano rivendicazioni storiche dei popoli originari e contadini. Qui diviene effettiva una nazione che cerca di contenere tutte le diversità culturali e storiche che possiede.
Nella seconda parte si parla dei 4 poteri dello Stato: Esecutivo, Legislativo, Giudiziario ed Elettorale. E' interessante ricordare il tentativo, poi abbandonato per difficoltà giuridiche, di costituzionalizzare un quinto potere: quello dei movimenti sociali. Bisogna poi sottolineare che viene ribadita la base plurinazionale dello Stato quando l'Assemblea viene definita legislativa e plurinazionale.
Ci può aiutare a comprendere meglio il concetto di nazione così come è inteso dalle popolazioni indigene e nell'utilizzo che ne è stato fatto nella Costituzione?
Gli Stati si sono appropriati del termine 'nazione' per porre solide basi al proprio momento fondativo; in realtà il concetto è precedente alla loro creazione storica. Per farmi capire rispolvero le nozioni riferite alle “classi sociali”: esse lo sono “in se” per appartenenza oggettiva di alcuni individui a un certo gruppo sociale e “per se” quando chi ne fa parte acquista l'elemento psicologico sociale di “coscienza” di appartenerne. Trasportiamo questa suddivisione all'elemento etnico, la cui radice proveniente dal greco antico significa popolo: quando l'etnia acquista l'elemento della coscienza e diviene “per se”, diventa nazione. È chiaro così che l'elemento nazione è riferito a tradizioni, lingua, organizzazione sociale che non coincidono con la creazione storica degli Stati e che la precedono. Boaventura de Sousa Santos dice che le grandi teorie dominanti sono state elaborate da poche persone che non hanno conosciuto direttamente e per questo, pur essendo imponenti costruzioni, a volte mancano di elementi basilari che nei racconti a loro giunti risultavano sottovalutati; sostiene che le nuove teorie dovranno essere basate sulla conoscenza diretta e che i viaggi ne sono elemento chiave.
La nuova Costituzione contiene elementi della Teologia della Liberazione?
In Bolivia non c'è mai stata una riforma liberale e il cattolicesimo è stato per secoli l'unica forma religiosa riconosciuta. La Carta del 2009, con l'articolo 4, riconosce pienamente la libertà religiosa a cui aggiunge le diverse “credenze spirituali” e le “cosmovisioni” ad esse collegate spostando l'asse verso la spiritualità. Mi sembra un bel punto di arrivo che mi ricorda come alla base dei tanti concetti scaturiti dalla Teologia della Liberazione ci fosse proprio la spiritualità nelle sue diverse forme e la sua importanza per le azioni umane.
Le autonomie riconosciute nella nuova Carta possono essere lette come un compromesso con le spinte secessioniste dell'oriente del paese?
Nella terza parte della Costituzione si affrontano la Struttura e l'Organizzazione dello Stato. C'è stata una doppia spinta: da una parte la pressione delle fazioni autonomistiche del ricco, e ad egemonia bianca, oriente del paese, la cosiddetta “Media luna” comprendente i Dipartimenti di Beni, Pando, Santa Cruz, Chuquisaca e Tarija, che hanno osteggiato la costituzione plurinazionale e spostato la lotta politica verso l'autonomia a base economica e, in alcuni casi, la secessione delle loro regioni. Dall'altra la richiesta degli indigeni di vedere riconosciuta la loro peculiarità e alcune forme di autogoverno comunitario, come nel caso delle giurisdizioni indigene originarie contadine. Le popolazioni originarie hanno sempre avuto una rapporto ambivalente nei confronti dello Stato, sentendone, da un lato, l'esigenza come elemento re-distributore e capace di imporre regole paritarie e dall'altro un rifiuto come elemento estraneo alla propria cultura comunitaria e coercitivo soprattutto a causa dell'imposizione di una cultura e di una lingua non propria.
Dall'incontro dalle due potenti richieste di “autonomia” e dal loro riconoscimento è nata la terza parte della Costituzione. Qualcuno dice che queste aperture potrebbero essere pericolose per l'unità statale ma è vero che le opzioni per costruire qualcosa di diverso erano poche e altrettanto fragili.
Importante sarà mantenere le autonomie e le diversità dentro i paletti di uno Stato aperto ma unitario e non razzista. L'appoggio internazionale sarà, su questo punto, fondamentale, come lo è stato il recente rapporto delle Nazioni Unite sugli episodi di razzismo appoggiati e fomentati dagli indipendentisti della Media luna a fine del 2008, tenuto nascosto per mesi ma che finalmente è stato reso pubblico e che accusa di razzismo gli episodi perpetrati nei confronti degli indigeni che si erano schierati con Evo Morales ed esprimevano politicamente il loro dissenso verso i potenti Governatori dei Dipartimenti orientali.
*Gesuita, antropologo e linguista, originario della Catalogna (Spagna). Dal 1952 vive in Bolivia e ha preso la cittadinanza boliviana. E' uno dei massimi esperti di indigenismo latinoamericano; è tra i fondatori del CIPCA - Centro de Investigaciòn y Promociòn del Campesinado -.
(fonte:www.dazebao.org)
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giovedì 28 maggio 2009
Inaugurata la nuova sala dedicata agli Indiani d'America

Ogni oggetto esposto, prima di essere riposto nelle teche, è stato consacrato con il fumo del calumet e con preghiere da tre delegati della nazione Lakota Sioux.
Saranno 120 gli oggeti in mostra, visibili per la prima volta al pubblico
Firenze, 25 maggio 2009 - Nel Museo di Storia naturale dell'Università di Firenze sarà aperta al pubblico una nuova sala della sezione di antropologia ed etnologia dedicata agli Indiani d'America. L'inaugurazione della nuova ala è stata celebrata da una cerimonia di benedizione delle sacre pipe celebrata da tre delegati della nazione Lakota Sioux.
I tre nativi americani hanno pregato in lingua lakota e con il fumo del calumet hanno consacrato gli oggetti prima che venissero riposti nelle teche. Nel nuovo allestimento sono esposti 120 oggetti, finora conservati nei magazzini del Museo e da oggi visibili per la prima volta. Elemento centrale dell'esposizione, oltre a quattro pipe sacre (gli oggetti più significativi della vita spirituale delle nazioni Sioux), un abito femminile in pelle di daino, realizzato intorno al 1840 dal popolo Northern Paiute; in mostra anche una clava in pietra datata 1860, strumenti per le pratiche sciamaniche, cesti e armi da caccia.
''Mi auguro - ha detto Monica Zavattaro, responsabile della sezione di antropologia ed etnologia del Museo - che la nuova collezione sia l'occasione per far rivivere queste culture, che sono state ridotte al silenzio dalla storia''. Presenti, tra gli altri, Giovanni Pratesi, presidente del Museo e Alessandro Martire, presidente dell'associazione Wambli Gleska, rappresentante della cultura Lakota in Italia. Nell'occasione sono state proiettate immagini fotografiche sui paesaggi e le popolazioni aborigene del Nord America, realizzate da Fabio Corti.
(fonte:www.lanazione.ilsole24ore.com)
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sabato 23 maggio 2009
Video: Nebbie irlandesi (irish-cajon)
Gli spazi sospesi nel tempo,
le nebbie a coprire vite passate
e nascondere il viver presente
Un suono di cornamusa richiama alla vita
chi non c'è più e chi ancora deve venire
La quiete è tutto ciò che serve,
ma il ricordo si è perso
serve un suono per ricordare
serve uno sguardo per sentire
il tuo ultimo respiro
le tue mani su di me
il tuo sangue dentro me
come la nebbia scorre silenzioso
memore di ciò che è stato.
Roby64
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giovedì 7 maggio 2009
Alexander Lowen Tutte le Prefazione: La spiritualità del corpo

In queste pagine cercherò di dimostrare la forza spirituale della salute. Soggettivamente, come vedremo, la salute ci dà una sensazione di vivacità e piacere corporeo, che a volte si intensifica fino alla gioia. È uno stato in cui avvertiamo un'affinità con ogni creatura vivente e riconosciamo il nostro legame con il mondo. Il dolore, invece, ci isola e ci separa dagli altri. Quando siamo ammalati la nostra salute è compromessa non soltanto dai sintomi, ma anche dall'isolamento che essi ci impongono.
Vedremo anche che la salute si manifesta oggettivamente nella grazia dei movimenti corporei, in un certo splendore irradiato dal corpo (non stupisce quindi l'espressione 'sprizzare salute'), nell'elasticità e nel calore del corpo. L'assoluta mancanza di queste qualità è indicativa di morte o malattia mortale. La duttilità e la flessibilità sono segni di buona salute. Quando, con l'età, diventiamo più rigidi, ci avviciniamo alla morte.
Aldous Huxley descrive tre forme di grazia: la grazia animale, la grazia umana e la grazia spirituale.1 Come si è visto, la grazia spirituale comporta la sensazione di un legame con un ordine superiore. La grazia umana si rispecchia nel comportamento verso i propri simili e può essere definita appropriatamente 'garbo'. La grazia degli animali ci è familiare attraverso l'osservazione delle creature libere e selvatiche. Assistere ai giochi degli scoiattoli sugli alberi è per me un'esperienza entusiasmante: pochi uomini possono sperare di riuscire a eguagliare la leggiadria e la sicurezza dei loro movimenti. Anche lo sfrecciare delle rondini mi riempie di ammirazione. Quale più quale meno, tutti gli animali selvatici hanno questa grazia nei movimenti. Noi uomini, afferma Huxley, possiamo giungere alla grazia animale solo quando "ci apriamo alla virtù del sole e allo spirito dell'aria" invece di maltrattare il nostro corpo e ostacolare il funzionamento della nostra innata intelligenza animale.2
Ma gli uomini non vivono, e probabilmente non possono vivere, sullo stesso piano degli animali selvatici ai quali soltanto, secondo Huxley, è riservata la pienezza della grazia animale. La natura dell'uomo è tale che gli impone di vivere una vita cosciente nel tempo. Per Huxley ciò significa che "col sorgere dell'autocoscienza la grazia animale non è più sufficiente alla condotta della vita e deve avere come supplemento scelte coscienti e deliberate fra il bene e il male".3 Dobbiamo riconoscere la validità dell'argomentazione di Huxley, ma osserviamo che la grazia animale, se non è sufficiente per la condotta della vita umana, può essere pur sempre necessaria. In altre parole, può essere veramente grazioso un comportamento che non poggi sul fondamento della grazia corporea animale? Quando si adotta deliberatamente uno stile grazioso senza basarlo su sensazioni corporee di piacere, questa grazia altro non è che una facciata eretta per impressionare o ingannare il mondo.
Secondo la Bibbia, prima di mangiare il frutto proibito dell'albero della conoscenza l'uomo viveva nel Giardino dell'Eden, privo di autocoscienza, come tutti gli altri animali. Era innocente e assaporava la gioia di vivere in stato di grazia. Con la conoscenza del bene e del male l'uomo assunse anche la responsabilità di scegliere: perse l'innocenza e divenne autocosciente. Andò distrutta l'armonia che esisteva fra l'uomo e Dio, fra l'uomo e la natura. Invece della beatitudine dell'ignoranza, l'uomo ora conobbe e sperimentò il 'dis-agio'. Joseph Campbell attribuisce in parte la perdita di questa armonia alla tradizione cristiana, che separa lo spirito dalla carne. "La scissione cristiana fra la materia e lo spirito, fra il dinamismo della vita e i valori dello spirito, fra la grazia naturale e la grazia sovrannaturale, ha di fatto castrato la natura".4
Dietro la tradizione cristiana c'è la credenza greco-giudaica nella superiorità della mente sul corpo. Quando mente e corpo sono separati la spiritualità diventa un fenomeno intellettuale — una fede anziché una forza vitale — mentre il corpo diventa semplice carne, o un laboratorio biochimico, come nella medicina moderna. Il corpo despiritualizzato è caratterizzato da una relativa insensibilità e mancanza di grazia. I suoi movimenti tendono a essere meccanici, poiché sono determinati in larga misura dalla mente o dalla volontà. Quando invece è lo spirito a muoverlo, il corpo freme di eccitazione o balza per l'entusiasmo, simile a un corso d'acqua che scende impetuoso lungo un pendio montano, o scorre calmo, ampio e profondo, in pianura. Non sempre la vita procede senza scosse, ma quando l'individuo è costretto a spingersi o trascinarsi a fatica dall'uno all'altro giorno, c'è qualcosa nel suo dinamismo corporeo che non va e che lo predispone alla malattia.
La vera grazia non s'impara: è un dono di natura che l'uomo riceve in quanto creatura di Dio. Ma quando la si perde, la si ricupera soltanto a patto di ristabilire la spiritualità del corpo, e per poterlo fare dobbiamo capire perché e come la si è persa. Ma poiché non si può ritrovare un oggetto perduto se non si sa che cos'è, cominceremo con l'indagine del corpo naturale, quello in cui movimento, sensibilità e pensiero si integrano in azioni aggraziate. Studieremo il corpo in quanto sistema energetico controllato e autonomo, che dipende per la propria sopravvivenza dall'ambiente, con cui ha una continua interazione. Una prospettiva energetica ci darà modo di comprendere la vera natura della grazia e della spiritualità del corpo, senza tuttavia diventare mistici, e ci porterà a indagare il ruolo svolto nella grazia umana dal sentimento, in mancanza del quale i movimenti diventano meccanici e le idee astrazioni. Si può predicare l'amore a chi ha lo spirito infranto e l'animo colmo di odio, ma la predicazione rimarrà senza efficacia, perché solo se riusciremo a ristabilire l'integrità del suo spirito, il suo amore riemergerà. Esamineremo alcuni disturbi che spezzano lo spirito di una persona, ne riducono la grazia corporea e ne minacciano la salute. Ponendo l'accento sulla grazia come criterio per la valutazione della salute potremo comprendere molti problemi emotivi che affliggono gli esseri umani e sviluppare la grazia corporea che promuove la salute stessa.
Nel concetto di grazia spirito e materia sono congiunti. In teologia la grazia è definita "l'influenza divina che agisce nel cuore per rigenerarlo, santificarlo e conservarlo". La si potrebbe anche definire come lo spirito divino che agisce nel corpo. Lo spirito divino è sperimentato come grazia naturale del corpo e delicatezza di comportamento verso tutte le creature di Dio. La grazia è uno stato di santità, di pienezza, di legame con la vita, di unione con il divino. Come vedremo, è anche uno stato di salute.
Continua...


